Stupisce che ben pochi, e forse nessuno tra i commentatori più acuti, abbiano il coraggio di dire la vera ragione della sconfitta elettorale del centrodestra alle amministrative 2011.
Il punto non è se questa ragione sia veritiera (cioè se si parla di fatti accaduti o romanzati), se sia ragionevole usarla come metro di giudizio nell'urna o se "è la solita campagna di fango su Berlusconi".
Non vale la pena neanche stare a discutere a priori sulle strategie per uscire da questa situazione (forse è troppo tardi).
Non è utile fare ricorso a giustificazioni come "erano candidati deboli" (ma come: solo due anni fa si era riuscito ad eleggere il commercialista del Premier a Governatore e la Carfagna ha il record di preferenze alle europee!), o "sono antipatici" (cosa peraltro vera nel caso della Moratti, ma il milanese non vota il sense of humor), o "si è pagata la voglia di Berlusconi di dare al confronto un respiro di politica nazionale" (ha sempre fatto così! Ricordate l'Abruzzo o la Provincia di Milano, pure vinte?), o ancora "ha avuto un effetto negativo il dialogo forzato tra Berlusconi e Obama" (perchè, le corna erano un vanto? O il "cu cù" alla Merkel?).
Eh no, cari la vera ragione è un'altra.
No, non è neanche un voto contro la gestione dell'amministrazione nazionale (tanto è vero che è stata votata l'Italia dei Valori, non certo partito di Governo, come Sinistra e libertà), nè cittadina (e l'Expo?).
Quindi?
La vera ragione è che, indipendentemente dalla valenza giudiziaria delle vicende, la gente si è stufata del bunga bunga, di nani e ballerine, di una crescente arroganza da potere. Forse, in fondo, ha dato (sbagliando la cura, ma non nell'intenzione) un voto anche "morale", o meglio di moralità.
Quelle descritta tutti i giorni dai giornali è una politica lontana dalla gente, si raccontano stili di vita diversi da quelli della persona "normale" (il c.d. blocco sociale moderato) che, nonostante tutto (e nonostante il bene o male che può fare la politica, mai come in questo periodo ininfluente sulla vita vera delle persone), esce la mattina per andare a lavorare, torna la sera, si gode gli affetti, vive la realtà. E porta avanti l'Italia più di ogni decreto sviluppo.
Chissenefrega di cosa diranno i giudici sulle vicende di Berlusconi (manco dovevano interessarsene): solo il voto degli italiani può chiedergli di fare un passo indietro.
E forse è quello che è successo ieri.
(Se ne accorgerà?)
martedì 31 maggio 2011
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